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Antichi Sapori Como

Il quartiere di San Martino


Già nel '500 Umiliati e Cappuccini vi impiantarono tessiture di lana.

Nel 1756 venne fondato lo stabilimento Guaita, un lanificio. Poi, fra Otto e Novecento: in via XX Settembre - via Mentana, la tessitura meccanica di G. Cattaneo e C. (cioè Camanni e Bosisio). Sorta nel 1892 con 120, dopo pochi anni contava 270 telai e 450 operai.
Quando cessò l'attività, gli edifici ospitarono l'Istituto comasco per la storia della resistenza, gli uffici di circoscrizione, una scuola di musica e l'Università della terza età.

In via Mentana, (confinando con via XX settembre, il macello e la ferrovia) il Cotonificio G. Bianchi. Fondato nella seconda metà dell'Ottocento da Giovan Battista Bianchi gelsicultore, era situato su di un'area vastissima dominata da una ciminiera alta 80 metri, si occupava della lavorazione di cascami di cotone e seta, dando lavoro circa cinquecento operai.
In seguito all'incendio scoppiato nel 1923 vi venne istallato un impianto antincendio automatico. Nel 1940 l'enorme camino, colpito da un fulmine venne parzialmente abbattuto. La sua definitiva demolizione fu decretata nel 1959. Carlo, il figlio del fondatore, fu promotore delle onoranze a Volta (nel 1927), della Banca Amadeo e di numerose iniziative benefiche.

In via Dottesio - via Fiume, la tessitura Rosasco. Fondata nel 1900 da Enrico Rosasco, ebbe largo successo e numerosissimi dipendenti, divenendo negli anni successivi alla seconda guerra mondiale campo di accese battaglie sindacali. Negli anni 70 il complesso venne abbattuto e sostituito dalla scuola elementare. In via Carloni, lo stabilimento Bernasconi con produzione di copertoni impermeabili, i Mulini a cilindro Pedretti e i Mulini Lario.

I Mulini Lario continuarono l'attività, iniziata negli ultimi anni dell'Ottocento, fino a quando la produzione venne trasferita ad Alzate Brianza. In via Carloni l'edificio venne occupato da una scuola. In via Fiume, lo stabilimento Tipo Litografico di Romeo Longatti.
Il Longatti fu uno degli animatori dell'Orfanotrofio maschile, dove insegnava ai ragazzini l'arte della tipografia. La sua ditta divenne famosa per la produzione di almanacchi e calendari.

In via Zezio, una fabbrica di cartoline. Fondata all'inizio del Novecento da Luigi Mortelmans, produceva cartoline paesaggistiche con vedute stampate in bianco e nero o seppia.

Lungo il Cosia nel 1903-04 sorse la Tintoria Pagani Pessina e C. Divenuta rapidamente una delle più importanti industrie della città, diede lavoro a moltissimi operai. Negli anni venti venne ampliata su progetti perfettamente razionalisti, stilati dall'ing. Dell'Acqua.
Immediatamente dopo la fine della seconda guerra mondiale Ambrogio Pessina avrebbe desiderato amministrare l'azienda con più ampia partecipazione delle maestranze. Il progetto venne abbandonato in seguito alle polemiche suscitate.

Nel 1984 la tintoria dovette fronteggiare una profonda crisi che portò alla chiusura nel 1986. In via Pannilani, l'Unione Industrie Seriche.

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